A proposito di Coaching: a chi servono le istruzioni?

21 Ago 2018

Un insegnante, un istruttore o, perché no, un manager saranno inevitabilmente tentati di mostrare e dire agli altri come fare una certa cosa nello stesso modo in cui è stato loro insegnato di farla, oppure nello stesso modo in cui i «manuali» dicono che andrebbe fatta. 

In altre parole, insegnanti e manager con tale formazione non fanno che impartire una data istruzione allo studente o al sottoposto attenendosi fedelmente al proprio modello e perpetuando così le opinioni e le tecniche prevalenti nel campo oggetto di formazione. 

L'apprendimento attraverso l'applicazione del modo «giusto» di fare qualcosa ‒ vale a dire secondo il metodo standard ‒ può offrire, inizialmente, qualche risultato in termini di performance, ma restano totalmente soffocate le inclinazioni e le caratteristiche personali del soggetto, mentre il «docente», in compenso, riesce a semplificarsi la vita senza troppi sforzi.

L'«allievo», inoltre, resta completamente dipendente dalla figura dell'«esperto» che gli ha impartito le istruzioni, cosa che solletica ulteriormente l'ego del docente accrescendo la sua illusione di detenere un potere reale.

(John Whitmore, Coaching, Sperling & Kupfer)

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