Ascella pezzata o ascella pubblicizzata?

28 Lug 2018

Un piccolo sticker pubblicitario sotto l’ascella potrebbe essere un metodo facile per incassare una discreta quantità di soldi in Giappone. L’idea è stata lanciata dalla Wakino Ad Company (waki in giapponese vuol dire ascella), convinta che sarà un successo soprattutto sugli autobus e le metro dove il viaggiatore è costretto spesso ad alzare le braccia per tenersi al corrimano.

La proposta ai clienti è di sostituire il classico volantino o manifesto pubblicitario con una ragazza disposta a girovagare sui mezzi pubblici con l’ascella bene in vista. Funzionerà?
Alla Wakino sono sicuri di sì. Il primo cliente è la Seishin Biyo Clinic, una catena di centri estetici che vuole promuovere così i suoi trattamenti di depilazione. Si attendono altri acquirenti.

Intanto le iscrizioni delle potenziali «portatotrici di pubblicità» sono aperte. E la compagnia pensa anche di lanciare «il premio dell’ascella», una sorta di gara per scegliere il cartellone vivente migliore. E gli uomini? Possono candidarsi anche loro a fare i cartelloni viventi, a patto che si depilino.

Non è un caso però che la Wakino Ad Company sia proprietà di un’azienda che produce prodotti per le ascelle. E forse lo sticker è solo una trovata per far parlare di sé?

L’idea, comunque, non è del tutto nuova in Giappone. Nel 2013 un’agenzia di pubbliche relazioni aveva messo i suoi annunci pubblicitari sulle cosce di alcune ragazze.

Liberamente tratto da Corriere.it
 

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