Cosa sta succedendo con gli Psicologi?

28 Ago 2018

- Ma hai letto cosa sta succedendo con i Counselor? - esordisce un pomeriggio una cara amica psicoterapeuta.

Siamo in piena estate e nonostante il caldo si lavora sodo:
- Che sta succedendo? - le chiedo.

- Ho appena ricevuto un comunicato dall'Ordine degli Psicologi... cose brutte! -

Sono anni che le spiego in cosa consiste il lavoro del Counselor, le illustro come le nostre professioni si integrano perfettamente, tanto che sarebbe possibile collaborare fianco a fianco. Ma poi arriva puntualmente qualche comunicato dell'Ordine e questa "guerra" inutile è sempre aperta.

Non mi resta che cercare su internet, patria delle fake news, cosa staranno mai "combinando questi counselor" e trovo un comunicato dell'Ordine del Lazio e un video di 15 minuti, che viene spacciato per "inchiesta giornalistica", realizzato da Luca Bertazzoni, collaboratore della testata LaRepubblica.

Per riuscire a visionare il video in realtà impiego del tempo: cercandolo sul sito della Repubblica, infatti, mi appare in elenco - insieme ad altri articoli in cui per altro si menziona la figura del Counselor in positivo - ma cliccando non è più disponibile.

Devo ricorrere al canale YouTube dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, dove per giunta il video si apre con il logo dell'Ordine e i commenti sono disabilitati: perciò non è possibile avere un dibattito aperto ed eventualmente contestare la veridicità del filmato.

Alcuni colleghi e associazioni hanno già comunicato il loro sconcerto e scritto alla redazione di Repubblica, senza ricevere risposta e senza diritto di rettifica.

Infatti, quella che viene chiamata "inchiesta" non lo è affatto perché non c'è contraddittorio.

Dall'articolo 8 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista: 
"Nelle trasmissioni televisive rispetta il principio del contraddittorio delle tesi, assicurando la presenza e la pari opportunità nel confronto dialettico tra i soggetti che le sostengono – comunque diversi dalle parti che si confrontano nel processo – garantendo il principio di buona fede e continenza nella corretta ricostruzione degli avvenimenti".

Dando voce soltanto all'Ordine degli Psicologi e mostrando frammenti di colloqui con telecamera nascosta, (con che criterio sono stati scelti questi counselors?) è evidente la parzialità del servizio:
"L'obiettivo del giornalista dovrebbe essere quello di avere un numero di fonti sufficiente a garantire la più ampia conoscenza dei fatti. [...] Organizzata in una seria di pezzi, anche a più mani, l'inchiesta ha il carattere di una ricerca o di una indagine, 'mira a scoprire verità nascoste' (Rizza, 1990). Dunque è un simbolo di ciò che si considera l'ideale della professione: cercare la verità. Il che significa essenzialmente due cose: ricostruzione e interpretazione. [...] La notizia non è quasi mai nel fatto specifico che vi viene mostrato. Nel migliore dei casi è un lato, una coda, un sintomo, un dato di qualche altra cosa". - Alberto Papuzzi, Professione Giornalista, Manuali Donzelli.

Anche il Washington Post afferma che "L'imparzialità include la completezza".

Allora questo video è in realtà un servizio pagato?
Stiamo parlando della "salute dei cittadini" come affermano gli stessi psicologi ma coinvolgere un giornalista titolato come Luca Bertazzoni e una testata come Repubblica per fare disinformazione è forse tenere a questa fantomatica "salute"?

E' singolare che gli psicologi, proprio per la loro posizione determinante nel tessuto e nelle dinamiche sociali, siano i primi ad aizzare colleghi e opinione pubblica, invece di aprire una tavola rotonda con i Counselors. Favorire la regolarizzazione e quindi la normatizzazione di questa figura professionale, evitando nei fatti ciò che l'Ordine contesta.

Ultimo dubbio non meno importante: come la mettiamo con gli psicologi che stanno studiando per o sono diventati Counselors?


Sara De Deo

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