Il counseling dell'agire politico con la riprogrammazione

03 Ott 2018

Lo scopo del counseling della riprogrammazione è di aiutare un soggetto, ‒ individuo o gruppo, ‒ impegnato nell’azione politica a trasformare una condizione di problema in una mutazione evolutiva. Egli valorizza, quindi, il disagio come opportunità. 

Il counseling della riprogrammazione in ambito politico interviene sui meccanismi di costruzione dei contenuti mentali del soggetto politico stesso, per arricchire o adattare motivazioni e punti di vista sconosciuti, sorretti dall’autonomia di giudizio; scoprire quanto numerose sono, e possono essere, le soluzioni evolutive; sviluppare il senso strategico della crisi, cioè del passaggio dall’ordine al disordine, e da questo ad un nuovo ordine.
Il counselor dell’agire politico è una figura professionale in grado di favorire, con le proprie conoscenze e competenze, la soluzione ad un quesito specifico che il cliente si pone e per il quale egli stesso non riesce a focalizzare una soluzione. 

Il cliente espone il suo problema; nel corso del counseling il professionista collabora con il cliente all’approfondimento delle circostanze soggettive e oggettive, allo scopo di giungere ad una nuova visione della situazione, a creare uno stato d’animo fiducioso e creativo di fronte alla medesima, alla presa in carico di una decisione produttiva, e la sua traduzione in atto. Il counseling politico con la riprogrammazione è un processo strutturato che si svolge secondo una procedura razionale.

(Mario Papadia, Divenire politici. Coaching & Counseling dell’agire politico, Libreriauniversitaria.it)
 

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