Il potere dello psico-capitalismo virtuale

12 Nov 2018

Oggi, il potere assume sempre più una forma permissiva. Nella sua permissività, anzi nella sua benevolenza, depone la negatività e si offre come libertà. La tecnica di potere del regime neoliberale assume una forma subdola, duttile, intelligente e si sottrae a ogni visibilità. Qui, il soggetto sottomesso non è mai cosciente della propria sottomissione: il rapporto di dominio resta per lui del tutto celato. Così, si crede libero.

Il potere intelligente, benevolo non opera frontalmente contro la volontà dei soggetti sottomessi, ma la guida secondo il proprio profitto. Esso è più affermativo che negativo, più seduttivo che repressivo. Come forma di sviluppo ulteriore, anzi come forma di mutazione del capitalismo, il neoliberalismo non si interessa in prima istanza di ciò che è biologico, somatico, corporale: piuttosto, esso scopre la psiche come forza produttiva. 

Questa conversione alla psiche, e di conseguenza alla psicopolitica, dipende anch'essa dalla forma di produzione dell'odierno capitalismo, poiché quest'ultimo è determinato da forme di produzione immateriali e incorporee.

Non vengono prodotti oggetti materiali, ma immateriali, come informazioni e programmi. Il corpo come forza produttiva non è più centrale come lo era nella società disciplinare bio-politica: allo scopo di accrescere la produttività non solo sono superate le resistenze corporali, ma vengono ottimizzati i processi psichici o mentali. Cosi, il potenziamento cognitivo si distingue nella sostanza dalle tecniche psichiatriche disciplinari.

(Byung-Chul Han, Psicopolitica, Nottetempo)
 

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