Inquinamento e salute psico-fisica dei nostri figli

21 Apr 2019

Alcune ricerche, hanno dimostrato che i bambini nati da madri che vivevano in luoghi affollati, nascevano con un peso inferiore, rispetto ai bambini nati da madri che vivevano in posti meno inquinati. L’inquinamento, in particolar modo quello dell’aria, infatti, sembra essere una delle maggiori cause di infezioni e malformazioni nei bambini. Prima della nascita il loro sistema cardiovascolare, i polmoni, il sistema immunitario e il cervello si stanno ancora sviluppando e frequentare posti particolarmente inquinati durante il periodo della gravidanza, potrebbe comportare effetti negativi sul feto.  La situazione non cambia dopo la nascita, infatti, i bambini esposti a livelli di inquinamento alti, sono più soggetti ad asma, polmonite e otite media.

I disagi non mancano anche sul piano psichico e comportamentale. Recentemente è stato visto che un ambiente inquinato comporta “stress ambientale”, ovvero una condizione fisica, psichica e sociale che la persona percepisce come rischiosa, dannosa e deprivante. I bambini sono particolarmente suscettibili al rumore, all’affollamento, ai cambiamenti climatici e ai disastri ambientali. Non sono rari, infatti, i casi di bambini che già in tenera età cominciano a soffrire di attacchi di panico quando si trovano in luoghi molto affollati come metro, autobus e treni.
Bisogna far presente che la massiccia quantità di anidride carbonica e polveri sottili, presente nelle città affollate e nelle stazioni, influisce sui chemiorecettori cerebrali, stimolando quindi eccessivamente il sistema nervoso e provocando conseguentemente gli attacchi.

Dalle ricerche condotte sino a oggi, è emerso che l’inquinamento ambientale sui bambini influisce in particolar modo:
- sui compiti cognitivi;
- sull’attenzione nei compiti di vigilanza;
- sull’attenzione, la memoria a breve termine e la memoria incidentale; sulle relazioni interpersonali;
- sull’altruismo e sulla cooperazione;
- sull’aggressività.

Le conseguenze si estendono ovviamente anche alle relazioni interpersonali e agli affetti. In particolare è stato dimostrato che in condizioni di stress spesso recede il livello di altruismo e di cooperazione tra gli individui e si registra un incremento delle condotte aggressive.
E' stato visto anche che i bambini che vivono in posti dove vi è un alto tasso di inquinamento, tendono a dormire meno ore e il loro riposo è spesso disturbato da incubi. Di conseguenza al mattino sono meno riposati e fanno più fatica a svolgere i compiti che normalmente caratterizzano la loro quotidianità.

Negli ultimi decenni è stato notato che si è entrati all’interno di un circolo improduttivo, in cui i più piccoli, abituati a vivere in ambienti inquinati, mostrano atteggiamenti e comportamenti che mirano a inquinarlo ulteriormente.
Perciò vista la gravità della situazione, la dottoressa Barbara Degani, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, ha presentato un progetto di educazione ambientale all’interno delle scuole e non solo: corsi mirati in particolare ai bambini, per insegnare a gestire i propri comportamenti in rapporto agli ecosistemi, allo scopo di vivere in modo sostenibile, senza cioè alterare del tutto gli equilibri naturali.

Liberamente tratto da Environment Behaviour, del 25 gennaio 2017

Immagini