Intervista a Francesca Venturi, Counselor di Riprogrammazione Esistenziale

25 Feb 2018

Nata e vissuta a Roma, si è laureata in Lettere e da circa 18 anni si occupa di ricerche di mercato in ambito medico-farmaceutico. Ha frequentato l'Accademia per la Riprogrammazione e si è diplomata con lode. Oggi è counselor interno del corso di Riprogrammazione esistenziale. L'abbiamo incontrata per saperne di più.

Come ti sei avvicinata alla professione del Counselor?
E' stato per caso che abbia deciso di intraprendere la formazione del Counselor. Una mia cara amica mi ha convinto a partecipare ad una lezione all'Accademia delle Riprogrammazione...e sono rimasta. Colgo l'occasione per ringraziare la mia amica perché aveva intuito che sarebbe stato il percorso giusto per me.

Ci parli della tua esperienza di formazione?
La mia esperienza di formazione è  stata sorprendente: mi ha permesso di entrare in rapporto più profondo con me stessa, scoprendo attitudini a capacità che non conoscevo, e mi ha consentito di entrare in contatto con compagni di viaggio che con la loro personalità e le loro storie mi hanno cambiata per sempre. E' un'esperienza che mi ha trasformata e mi ha reso una persona diversa, capace di credere veramente nelle potenzialità trasformative di chi mi sta accanto.
I ricordi più intensi sono legati ai miei colleghi di corso che mi hanno aiutato a crescere umanamente; mentre le emozioni più forti sono legate a Mario che ha fatto emergere e ha affinato le mie potenzialità.

Ora che sei diventata una professionista, com'è cambiato il tuo approccio?
Il mio approccio è lo stesso di sempre: ascolto, comprensione, indagine. Nel corso dl tempo si è sviluppato. Credo che l'approccio di un counselor cresca con l'esperienza e attraverso le persone che ha la fortuna di incontrare.

Sei da poco entrata a far parte del progetto Libera Università della Riprogrammazione, come docente. Secondo te si può dire ormai che il futuro della formazione sarà online? 
La formazione online è una grande opportunità. Le piattaforme web hanno dato alla formazione una dimensione vasta, ampia ed eterogenea. Consentono di arrivare ovunque, permettendo a persone distanti di partecipare ad un percorso a volte lungo, e danno a tutti la possibilità di fruire della formazione in luoghi e tempi diversi. Sebbene siano indubbi i vantaggi, nel nostro ambito credo che la formazione online debba essere sempre supportata anche da quella frontale, in un’ottica di approccio misto e sinergico.

Rispetto all'esperienza da Counselor, ci puoi raccontare la soddisfazione più grande che hai ricevuto?
È  una soddisfazione avere aiutato la persona a scoprire dentro di sé le risorse per raggiungere i propri obiettivi esistenziali. Ed è una soddisfazione ancora più grande ricevere alla fine di un percorso un sorriso e un ringraziamento.
 
Consiglieresti d'intraprendere questo tipo di percorso? E a chi?
A chiunque creda nella possibilità del cambiamento insito in ogni essere umano. Il counselor non è solo una professione è un modo di essere e di vivere la realtà e le relazioni umane.

intervista di Sara De Deo

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