La coscienza ecologica degli italiani

22 Apr 2019

Una ricerca della Bei (Banca europea per gli investimenti) condotta in collaborazione con YouGov (società internazionale di analisi dell’opinione pubblica) che ha analizzato come i cittadini percepiscono i cambiamenti climatici nell’Unione europea, negli Stati Uniti e in Cina, gli italiani sono diventati più attenti all'ambiente.

Dall’indagine emerge come il 64% di noi non si sente sostenuto dalle imprese per quanto riguarda l’impegno a favore del clima, infatti teniamo molto più conto del potenziale impatto sul clima al momento dell’acquisto di un prodotto o di un servizio, rispetto alla media europea (il 79%, molto più della media europea pari al 67%).

Riguardo alle possibili soluzioni per incentivare le imprese a ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra, il 48% dichiara di privilegiare le misure di regolamentazione a livello nazionale. In particolare, il 27% degli intervistati ritiene che le misure più efficaci siano rappresentate da regolamenti e sanzioni, mentre il 21% confida nel fatto che incentivi fiscali sotto forma di sovvenzioni e sgravi possano promuovere modelli aziendali più ecologici.

Ad  avere una forte coscienza green sono soprattutto gli over 55 che definiscono molto importante l’impatto climatico di un prodotto o servizio in fase di acquisto (32%), quota che scende al 28% nella fascia d’età 35-55 e al 21% nella generazione più giovane, ovvero quella di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

Guardando alle regioni, i consumatori europei si collocano in cima alla classifica rispetto a quelli americani e cinesi per quanto riguarda i comportamenti sensibili alle problematiche del clima. Sia negli Stati Uniti che in Cina la quota di cittadini che definisce i cambiamenti climatici un fattore “abbastanza importante” o “molto importante” ai fini delle decisioni di acquisto di prodotti o servizi è pari al 57% (contro il 67% dell’Europa).

Le tre regioni presentano differenze anche per quanto riguarda la percezione dei cittadini del sostegno offerto dalle imprese in termini di azioni a favore del clima: se in Europa il 54% non si sente sostenuto dal settore, in America e in Cina si scende rispettivamente al 45% e al 12%.

Liberamente tratto da Repubblica, del 10 aprile 2019
 

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