L'affermazione personale non è psicopatia

25 Set 2019

La ricerca dell'affermazione personale può rappresentare una motivazione importante per mettersi in gioco e dare il via a nuove iniziative finanziarie o commerciali, ma secondo ipotesi recenti, alcuni aspetti tipici della personalità psicopatica sarebbero anche caratteristici dell'imprenditore o del politico di successo: è questa la tesi sostenuta, per esempio, da Kevin Dutton, nel suo The Wisdom of Psychopaths (La saggezza degli psicopatici).

Ma uno studio pubblicato sulla rivista di psicologia Personality and Individual Differences, a firma di Reece Akhtar, Gorkan Ahmetoglu e Tomas Chamorro-Premuzic del Dipartimento di Psicologia della University of London a New Cross, ha dimostrato il contrario.

L'abilità a muoversi nel mondo degli affari è stata considerata dai ricercatori nella sua accezione più ampia, considerando anche fattori come la disponibilità al cambiamento, la creatività e la capacità di cogliere le occasioni.
Akhtar e colleghi hanno infatti sottoposto 435 volontari a un apposito questionario, il Measure of Entrepreneurial Tendencies and Abilities (META). Le risposte sono state poi confrontate con le effettive occupazioni dei partecipanti, non solo strettamente lavorative.

Un secondo questionario è servito a valutare i volontari attraverso la scala Levenson, che misura fattori tipici della personalità psicopatica come la scarsa empatia, il narcisismo, la capacità di tenere nascoste le proprie emozioni e l'assenza di rimorso. Il questionario consente di valutare sia la psicopatia primaria, che riguarda gli aspetti affettivi del disturbo, ovvero la mancanza di empatia e la tolleranza per le tendenze antisociali degli altri, sia quella secondaria, che riguarda invece gli aspetti antisociali e il disprezzo delle regole. 

Una volta condotta l'analisi statistica dei dati, i tratti imprenditoriali emersi dal META sono risultati fortemente correlati con le attività dei soggetti. La psicopatia primaria, che è l'istinto evolutivo all'affermazione di sé a qualunque costo, è risultata moderatamente correlata al punteggio META, ma ha dimostrato di avere scarso peso sulle attività imprenditoriali. E nessuno di questi due aspetti ha mostrato una correlazione significativa con la psicopatia secondaria. 

La percezione diffusa che la capacità imprenditoriale sia in qualche modo connessa ai tratti psicopatici è dunque da sfatare. Anzi, secondo gli autori, questi tratti possono essere addirittura deleteri, compromettendo i risultati dell'impegno personale nella società. 


Liberamente tratto da LeScienze.it, del 16 gennaio 2013

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