L'ascolto e il rispetto della privacy

23 Ott 2017

L'Italia ne ha piene le tasche di sentir parlare di intercettazioni telefoniche, ma che cosa direste se la telefonata spiata fosse proprio la vostra? Non è un'eventualità remota, e ad affermarlo è l'esperto di sicurezza David Hulton, uno dei primi ad avere "crackato" il sistema Gsm, quello ancora oggi più utilizzato nei sistemi di telefonia mobile. E questo, in pratica, significa che Hulton ha scoperto il modo per intercettare una chiamata telefonica, decodificarne il segnale e ascoltarla parola per parola.

Incredibilmente, imitare quanto ha fatto Hulton, benché difficoltoso, è tuttora alla portata anche di truffatori poco esperti: è sufficiente un kit dal costo di circa 600 euro, qualche software e, a quel punto, si è in grado quanto meno di vedere chi sta chiamando chi. Per conoscere l'effettivo contenuto della telefonata serve qualche competenza in più, perché la procedura è più complessa, ma non mancano "gruppi di studio" che, online, si applicano per diffondere tali conoscenze, come Thc.org. Lavoro di cui persino Hulton afferma «Non sono certo che sia proprio legale...»

Per effettuare conversazioni sicure, dunque, è meglio passare al "VoIP", ossia le telefonate via Internet? Sono ormai parecchi i gestori che le offrono (senza dichiararlo, però, altrimenti dovrebbero giustificare le loro tariffe, che questa tecnologia permetterebbe di tenere molto più basse). Ma no, neppure su Internet c'è da stare più tranquilli: David Bryan, altro esperto di sicurezza dello stesso calibro, ha verificato che molti servizi VoIP sono addirittura privi di protezione, citando come esempio Vonage, compagnia telefonica che tra Canada e Usa raccoglie 2,5 milioni di utenti.

Per eventuali truffatori, quindi, se si parla di Web non c'è nemmeno il gusto di dover decodificare il segnale: una volta intercettata la chiamata, non resta che ascoltarla. Sembra che, quanto a sicurezza, vada un po' meglio con Skype: protegge le telefonate con una tecnologia che, però, è di sua proprietà e top-secret. Ciò significa che se qualche "hacker cattivo" dovesse averla crackata, magari non lo racconterebbe in giro.

Liberamente tratto da Focus

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