Nuovi dati sulla lettura in Italia

27 Dic 2018

L’ISTAT ha diffuso i dati relativi al 2017.

Il più rilevante è che è aumentato il numero di libri pubblicati, del 9,3%, e sono aumentate anche le singole copie stampate, del 14,5% e del 13% se si considerano solo i libri nuovi e non le riedizioni. Anche nel 2016 era cresciuto il numero di nuovi titoli (di meno però) mentre quello delle copie stampate era in calo da vent’anni. Questa ripresa, in linea con i dati dell’Associazione Italiana Editori che avevano rilevato un aumento del fatturato, riguarda però esclusivamente le grandi case editrici, quelle che pubblicano almeno 50 nuovi libri all’anno; i piccoli e medi editori hanno ridotto la propria produzione.

In particolare continua a crescere il settore dell’editoria per ragazzi e notevolmente rispetto alle crescite degli anni passati: nel 2017 sono stati pubblicati molti più libri (+29,2%) rispetto al 2016 e anche il numero delle copie stampate è aumentato notevolmente, del 31,2%. È cresciuta ancora di più l’editoria scolastica, in cui è raddoppiata sia la produzione di titoli che di singole copie stampate. Rispetto al totale dei libri stampati i libri per ragazzi sono pari al 14%, quelli scolastici al 29%.

Un altro dato interessante sui libri per ragazzi è che il 16% dei libri pubblicati sono stati tradotti da lingue straniere. Molto più bassa è la percentuale di libri italiani di cui sono stati acquistati i diritti per la traduzione all’estero: solo il 2%.

Per quanto riguarda la lettura, invece, non ci sono grosse novità. Il numero di italiani di più di 6 anni che in un anno ha letto almeno un libro per motivi non professionali è rimasto intorno ai 23 milioni, il 41% della popolazione. I cosiddetti “lettori forti”, cioè quelli che leggono almeno 12 libri all’anno, sono sempre il 14%. E sono sempre le donne (in Italia come in generale nel mondo) e i ragazzi con età compresa tra gli 11 e i 14 anni (seguiti da quelli tra i 15 e i 17) a leggere di più: nel 2017 ha letto almeno un libro il 47,1% delle donne contro il 34,5% degli uomini e più del 56% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni.

Il più grosso divario tra i generi in relazione alle percentuali di lettori si ha nella fascia d’età tra i 15 e i 17 anni: ha letto almeno un libro all’anno il 68,8% delle ragazze contro il 42% dei ragazzi. Solo nella fascia d’età sopra i 75 anni leggono più gli uomini che le donne.

Altre costanti dei dati ISTAT sulla lettura sono le differenze tra regioni del nord e regioni del sud e tra i diversi livelli di istruzione. Legge più del 48% dei residenti del nord Italia, il 44,5% di quelli del centro, il 44,5% di chi abita in Sardegna, il 28% di chi vive nelle regioni del sud e il 25,8% dei residenti in Sicilia.

Stando al sondaggio dell’ISTAT sui motivi per le persone non leggono, il prezzo dei libri non c’entra: molte persone non leggono per noia, mancanza di passione per la lettura, poco tempo libero a disposizione e preferenza per altre forme di intrattenimento. In ogni caso nel 2017 i libri sono costati meno rispetto al 2016: il prezzo di copertina medio è sceso dai 20 euro e 21 del 2016 a 19 euro e 65. Il calo c’è stato soprattutto tra i libri pubblicati dagli editori piccoli (da 25,31 euro a 22,04) e in misura minore tra quelli dei grandi editori, che però costavano meno in partenza (da 19,38 euro a 19,23). Più di un quarto dei libri pubblicati nel 2017 aveva un costo compreso tra i 10 e i 15 euro. Se si considerano le tirature, cioè il numero di libri stampati in generale, non solo quelli nuovi, il prezzo è inferiore a 10 euro per il 34,4%: i romanzi classici che vengono sempre ristampati costano meno.

Liberamente tratto dal ilPost.it, del 27 dicembre 2018
 

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