Prima di rispondere

23 Ott 2017

L’ascolto è un atteggiamento che non sempre assumiamo. Viviamo in una società in cui spesso non ci interessa quello che gli altri hanno da dirci, poiché tutto quello che conta è ciò di cui siamo convinti.

Secondo gli studi di Daniel Goleman, gli individui che raggiungono il successo a livello professionale di solito sono più ricettivi e possiedono una gamma di interessi molto ampia. Le persone con una maggiore capacità di ascolto ed empatia posseggono anche un maggiore controllo delle situazioni e delle proprie risorse. Chi sa ascoltare percepisce persino il silenzio e il gesto più impercettibile della persona che ha di fronte, perché parlare è una necessità, ma ascoltare è un’arte che non tutti padroneggiano.

La comunicazione non si basa solo sull’emissione di messaggi da parte di due o più persone. È di più, perché comunicare dipende anche dalla nostra personalità, dalla nostra intelligenza emotiva e dalla nostra empatia. Vi invitiamo a riflettere al riguardo. I “rumori mentali” limitano la nostra capacità di ascolto. Parliamo troppo.

Secondo l’economista e divulgatore scientifico Otto Sharmer, le persone dovrebbero produrre un’apertura che parta direttamente dal cuore; in altre parole, accedere ai livelli più profondi della loro percezione emotiva ed attivarli per essere più ricettivi. La natura non ci ha dato le orecchie solo per udire: anche per imparare ad ascoltare. Se, nel nostro quotidiano, non siamo in grado di ascoltare o non lo facciamo in modo sufficientemente efficace, è a causa di alcune interferenze, i cosiddetti “rumori mentali”.

Ascoltiamo come se avessimo impostato il “pilota automatico” e abbiamo abitudini già acquisite, perciò non vogliamo che gli altri ci convincano di cose che, ovviamente, sappiamo già. Siamo concentrati su noi stessi e sul “ma io questa cosa la so già”. Tendiamo a limitare la nostra capacità di ascolto alle cose che confermano le nostre convinzioni, facciamo una selezione.

Sapendo che la legge basica delle relazioni umane è la nostra capacità di interconnessione, dobbiamo mettere da parte l’individualità e il suo rumore, secondo cui tutto gira attorno all’io, e aprirci all’ambiente che ci circonda. Per riuscirci bisogna ascoltare con il cuore: una vera e propria arte. Wilbur Schramm, un autorevole esperto di modelli di comunicazione, spiega che, quando si instaura un dialogo, l’importante non è il messaggio in sé, bensì lo stato emotivo degli interlocutori. Una frase esplicativa di questo concetto potrebbe essere "rispondo in base a come mi sento e non a cosa ascolto".

I rumori del passato, i desideri insoddisfatti, le paure, gli atteggiamenti limitanti, le rigide convinzioni, le preoccupazioni e le emozioni si mescolano tra di loro. Talvolta è quasi impossibile districarci da tutte queste cose per connetterci davvero con la persona che abbiamo davanti.

Se la vostra mente vi tiene tutto il giorno occupati con il suo rumore, come sarà la vostra capacità di ascolto? Mettete a tacere la vostra mente e rallentate. La lentezza è una loso a che dovremmo integrare nella nostra vita dato che l’esistenza non è solo “andare di fretta”. Considerate la possibilità di rallentare per riprendere il controllo di ciò che vi circonda e, in questo modo, liberare la vostra mente per apprezzare il presente in modo più pieno. Sconnettetevi ogni giorno dai rumori esterni (il cellulare, il traffico, la televisione, ecc.) per poi concentrarvi sul rumore interiore e fare un po’ di pulizia.

Sviluppate il vostro intuito. Essere intuitivi significa infatti essere in grado di non supporre cose prima di averle sentite, di saper ascoltare con il cuore e la mente aperti, senza pregiudizi né preconcetti. A volte è sufficiente guardare il nostro interlocutore con un sorriso o con un’occhiata sincera per dimostrargli che lo comprendiamo. Intuire le emozioni altrui significa adottare l’empatia nelle nostre conversazioni, oltre che offrire intimità e comprensione. Intuire significa avere la capacità di dire tutto ciò di cui abbiamo bisogno al momento opportuno, per poi non rimanere a pensare “avrei dovuto dirglielo...”.

Di solito parliamo troppo e non ascoltiamo come dovremmo coloro che ci circondano, quando, in realtà, le loro opinioni ed esperienze potrebbero interessarci ed arricchirci. Viviamo in una società in cui badiamo di più a cosa pubblicano i nostri amici sui social network, invece che assisterli di persona per ascoltare cosa hanno da dirci.

Siate ricettivi nei confronti di tutto quello che vi circonda, aprite la vostra mente e permettetevi di essere più liberi e curiosi. Talvolta, una semplice conversazione può essere una vera e propria rivelazione, un cambiamento personale. Abbiate il coraggio di provarci. Saper ascoltare significa sentire l’altra persona come parte di noi, senza barriere, abbracciando la sua esistenza in modo empatico, libero e sincero.

Liberamente tratto da La Mente è meravigliosa, del 25 aprile 2016
 

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