Rapporto di Federculture su libri e spettacolo

28 Ott 2018

Pare che gli italiani continuino a spendere in cultura: +2,6 % la spesa delle famiglie nel 2017 rispetto all'anno precedente, pari a 71,4 miliardi di euro. In particolare, 31 miliardi di euro sono stati destinati a teatro, cinema, musei e concerti (+3,1% rispetto al 2016).

Il dato emerge dal quattordicesimo Rapporto di Federculture “Impresa Cultura”, presentato alla Camera di Commercio di Milano. Il trend positivo del settore, però, " lascia spazio anche ad alcune ombre come le disparità geografiche e il divario tra Nord e Sud Italia.

Nelle regioni settentrionali la spesa mensile in cultura in media supera i 150 euro, mentre in Meridione si abbassa intorno ai 95 euro, con il Trentino Alto Adige sul podio con una spesa media di 191 euro e i siciliani ultimi in classifica, che spendono circa 66 euro al mese in cultura.

Nonostante la crescita della spesa, l'Italia rimane comunque al di sotto della media europea: nel budget famigliare degli italiani la voce cultura copre il 6%, contro una media di 8,5 % degli europei e addirittura dell'11% dei più virtuosi svedesi.

Cresce leggermente la quota di chi legge almeno un libro all'anno (dal 40,5% del 2016 al 41% del 2017), ma la voce che più preoccupa nel rapporto è quella dell'inattività culturale: il 38,8% degli italiani adulti non partecipa a nessun tipo di attività culturale.

Il 2017 è stato un anno favorevole e in crescita anche per il turismo culturale, che si conferma il segmento di maggior peso del settore coprendo il 35,4% del mercato turistico e che ha visto un aumento dell'11,4% della spesa.

Lombardia, Lazio e Veneto sono le regioni in cui si concentra il 60% della spesa turistica. Per il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, «buona parte della crescita del settore è data anche dal turismo culturale ma un servizio culturale è forte se lo è anche per i cittadini e le famiglie». «Il dato che più mi preoccupa - ha aggiunto - è che nella crescita del fatturato nello spettacolo dal vivo (+0,71% al botteghino) abbiamo però meno biglietti staccati (-4,31% di ingressi): è la prima volta che accade e questo va osservato con attenzione».

Tratto da IlMessaggero.it
 

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