Un appello degli scienziati per #ScienzaInParlamento

29 Apr 2019

Dalla salute all'energia, dalla privacy on line alla sicurezza internazionale, la scienza e la tecnologia sono parte integrante di ogni decisione politica nelle società contemporanee. È importante quindi che anche il Parlamento italiano, come già avviene in molte altre democrazie avanzate, si doti di una struttura che garantisca un servizio efficiente di documentazione e consulenza scientifica al servizio dell'attività legislativa.

Se ci guardiamo intorno, molti paesi, europei e non, hanno da tempo strutture di questo tipo. Le troviamo per esempio in Francia, Germania, Olanda, Austria, Norvegia, Svizzera, Danimarca. Tra questi uffici, uno dei più noti è il Parlamentary Office of Science & Technology (POST) del Parlamento britannico, attivo dal 1989. Anche il Parlamento Europeo può contare su una simile struttura (STOA). Spagna, Messico e Cile hanno recentemente promosso iniziative volte alla costituzione di strutture di questo tipo, e gli Stati Uniti stanno riavviando una funzione di consulenza scientifica al Congresso dopo annidi inattività. Perché quindi non istituirla anche in Italia?

Vi sono molti casi che suggeriscono il bisogno di istituire un ufficio parlamentare di consulenza scientifica in Italia. Si pensi a leggi su temi di primaria importanza come le politiche energetiche e ambientali, le infrastrutture e le telecomunicazioni, le politiche sanitarie e gli inevitabili risvolti bioetici. Pensiamo anche al problematico dibattito sulle vaccinazioni, le deliberazioni restrittive prese in Italia in merito alla sperimentazione animale e la lunga sequela di «cure del miracolo», dal caso Di Bella alla «cura Vannoni», che hanno coinvolto anche le nostre istituzioni e parti politiche in uno scontro in cui la scienza è stata messa da parte ai danni dei cittadini.

Questi uffici possono avere sia un ruolo reattivo, fornendo consulenza scientifica su questioni particolari sotto richiesta dei rispettivi parlamenti, sia proattivo, nel senso che si occupano anche di approfondire e proporre temi a contenuto scientifico e tecnologico su cui gli organi parlamentari sono chiamati a esprimersi: il clima, le scelte energetiche, le implicazioni dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, dei big data e dell'ingegneria genetica, l'esplorazione dello spazio hanno bisogno di più scienza e competenze.

Nel contesto del dibattito democratico, la disponibilità di informazioni scientifiche attendibili, coerenti e sistematiche è fondamentale come base per la presa di decisioni equilibrate ed efficaci. Proprio per questa ragione, in molte democrazie nel mondo consulenti scientifici esperti interni o esterni ai Parlamenti preparano note informative o rapporti di studio, in modo da offrire ai rappresentanti dei cittadini un chiaro panorama sullo stato del dibattito e degli attuali confini della conoscenza scientifica per ogni possibile oggetto di deliberazione, promuovendo quindi un dialogo virtuoso fra politica e ricerca scientifica.

Dal nostro punto di vista di persone attive nella scienza, nell'informazione e attente alla politica ci appelliamo quindi a tutte le forze politiche e sociali perché anche il Parlamento italiano si doti di una struttura di consulenza e documentazione scientifica indipendente al servizio della democrazia, per permettere decisioni solide e informate per il futuro del nostro Paese.

 

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