Uomini e donne, differenti gestioni dello stress.

23 Mag 2018

I geni dei neuroni di una piccola regione del cervello coinvolta nella gestione dello stress, si attivano in modo molto diverso nei maschi e nelle femmine. La scoperta - fatta da un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine a St. Louis, in Missouri e pubblicata su Cell Reports - potrà avere importanti ricadute sullo studio dei disturbi dell’umore e delle loro terapie.

Il locus coeruleus è una piccola struttura cerebrale i cui neuroni usano come neurotrasmettitore la noradrenalina, grazie alla quale esso concorre all’attivazione del sistema simpatico (che controlla il battito cardiaco e il tono muscolare), della focalizzazione dell’attenzione e, di fronte a una minaccia, della risposta “combatti o fuggi”. Per questo il sistema noradrenergico (ossia dei neuroni che usano questo neurotrasmettitore) è uno dei principali bersagli dei farmaci contro il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività e la depressione.

Studiando i livelli di espressione dei geni nel locus coeruleus in un gruppo di topi, Joseph D. Dougherty e colleghi hanno scoperto che l’attività di oltre 100 geni era molto differente nei maschi e nelle femmine. In particolare, le femmine del gruppo mostravano un’abbondanza di recettori della prostaglandina EP3 (PTGER3) tre volte superiore a quella dei maschi, e livelli di attività particolarmente elevati dei geni Slc6a15 e Lin28b, entrambi situati in regioni del genoma associate al disturbo depressivo maggiore.

“Questo è interessante perché la prevalenza tra maschi e femmine di molte patologie curate con farmaci che agiscono su questa struttura, fra cui ADHD e depressione, è chiaramente differente”, ha detto Dougherty. Le donne in particolare hanno da due a quattro volte più probabilità di soffrire di depressione o ansia, mentre l’ADHD è più comunemente trovato negli uomini.

Proseguendo nella ricerca, gli autori hanno somministrato un farmaco che interferisce con il recettore PTGER3, per controllare se era effettivamente coinvolto nella risposta comportamentale allo stress. E’ risultato che la somministrazione diretta del farmaco nel locus coeruleus dopo un forte stress spegneva lo stato di allarme e ansia nei topi femmina, mentre non aveva effetto nei maschi.

Ora Dougherty e colleghi hanno in programma una serie di indagini per controllare se questi risultati siano validi anche per l’essere umano.


Liberamente tratto da LeScienze, del 23 maggio 2018
 

Immagini