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del camminare
Audiolibro con l'arte
del camminare
Tante sono le dimensioni del camminare: le strade dell’esodo, del commercio, del pellegrinaggio; le strade urbane in cui ci muoviamo quotidianamente, le strade della marcia e della socializzazione. Ognuna di queste è una fetta di storia, della nostra cultura, della nostra fantasia, della normalità e dei pericoli che potremmo incontrare. Ma esistono anche del corpo, della mente e della consapevolezza. 


La civiltà è strada. La nostra cultura si fonda sulle strade. Perfino le comunicazioni attraverso il mare vengono chiamate le vie del mare. Poi la parola “strada” comincia a metaforizzarsi. Il pellegrinaggio nella nostra cultura diventa una metafora della vita ultraterrena. Nella visione cristiana siamo pellegrini su questa terra, e debbiamo tornare alla vera patria. Essere pellegrini non è però esclusivamente cristiano. Lo sono i buddisti andando a visitare i luoghi della nascita e del risveglio di Budda; lo sono i musulmani nel viaggio dei luoghi della predicazione di Muhammad.


Nei nostri tempi abbiamo laicizzato il pellegrinaggio, cercando il non-luogo: Don Chisciotte erra per la Mancia alla ricerca di quel sacro che non c’è più, nel mondo dell’eroismo; Leopold Blum è invece l’anti eroe che non ha un posto preciso dove andare e si muove senza senso, consapevole della sua precarietà. Oppure cercando le tracce del valore di uomini e civiltà del passato, echi dell’essere umano nella sua molteplicità; o quelle di madre natura: una dimensione di gioia pura perché la natura ha la capacità di essere avvolgente, di esserci e basta.


Il camminare è anche il filo rosso della consapevolezza individua di sé che può emergere dall’osservare e dall’ascoltare dei figli del re di Serendib, come narra la leggenda, o dall’incontrare una guida inattesa, come avviene a Dante, o dal notare l’ombra dei meli in fiore come annota Proust, che avvia così la sua “Recherche”.


Noi oggi possiamo coniugare il camminare con l’ascoltare, grazie allo smartphone e all’audiolibro. Platone parlava della conoscenza come di un fatto orale, affermando che essa era molto più profonda, più globale, perché l’udito è più pervasivo della vista, che invece focalizza. Il nostro vantaggio di avere a disposizione la tecnologia è di ascoltare le parole che l’autore mentre scriveva parlava con sé stesso. Mentre scrive l’autore ode quello che scrive. Le parole parlate non portano solo il significato del vocabolo ma anche quello delle sfumature della sonorità. La parola ascoltata dell’audiolibro dà la possibilità di scoprire nuovi significati. Pluralità di sensi. 


Con l’audiolibro intrecciamo le strade nel camminare con quelle dell’ascoltare e dell’osservare. Esiste una relazione profonda, fisiologica tra la pianta del piede e la neocorteccia. Mentre si cammina, il movimento del piede è governato dall’area sensomotoria della neocorteccia. Il cervello deve comandare, anche se in modo automatico, l’alternarsi e l’armonia del passo, e contemporaneamente è sollecitato a prende possesso dello spazio-tempo in cui si muove. Questa modalità in qualche modo facilita un rimescolamento delle connessioni, di cui approfitterà la mente risolutoria. (Mario Papadia)

WEBINAR PER IL DOWNLOAD:
https://www.riprogrammazione.it/shop_dettaglio.php?id=2
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